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Non c’è futuro senza intelligenza digitale

intelligenza digitale
Image of businessperson pointing at document in touchpad at meeting

Hai mai sentito parlare dell’intelligenza digitale?

È un concetto che nasce in risposta alla progressiva digitalizzazione di tutti gli aspetti della vita umana.

Il primo a parlarne è stato lo psicologo e docente statunitense Howard Gardner, che già nel 2003 descriveva la sua teoria delle intelligenze multiple, tra le quali l’intelligenza che lui chiamava “tecnologica”.

Facendo riferimento a questa teoria, Antonio Battro, psicologo e visiting professor all’Università di Harvard, perfeziona l’idea di intelligenza digitale e pubblica insieme al collega Percival Denham nel 2010 il libro “Verso un intelligenza digitale“.

In risposta ai suoi studi nasce il DQ Institute, il think thank internazionale creato in associazione con il World Economic Forum che si occupa dell’intelligenza digitale e che la definisce come:

un insieme di competenze tecniche, cognitive, metacognitive e socioemotive che consentono alle persone di affrontare le sfide e sfruttare le opportunità della vita digitale.

Oltre gli stereotipi

Nonostante si pensi il contrario, l’intelligenza digitale non è limitata alla sfera lavorativa, anzi: è utile in ogni aspetto della tua vita e di quella di chi ti circonda, dato che la tecnologia modifica costantemente il modo in cui ti relazioni con le cose e con gli altri.

Un altro degli errori comuni rispetto all’intelligenza digitale è quello di farla coincidere semplicemente con il restare informati sulle ultime tendenze o sugli aggiornamenti degli algoritmi dei social media.

In realtà, il concetto di intelligenza artificiale si applica a qualsiasi strategia riesca a trarre il massimo beneficio dalla tecnologia, favorendo la creazione di nuove opportunità e la risoluzione di problemi.

Nel caso delle aziende, l’intelligenza digitale può migliorare i flussi di lavoro interni e le relazioni con i clienti, mentre a livello personale può metterci al riparo da furti d’identità, episodi di phishing o di cyberbullismo.

Come migliorare la propria intelligenza digitale?

  • Adottando, applicando e insegnando una mentalità digitale, a partire dalle 24 competenze individuate dal DQ Institute;
  • Promuovendo la diffusione della cultura digitale e del suo potenziale;
  • Imparando a usare responsabilmente dati e risorse disponibili, con un’attenzione particolare ai diritti digitali (privacy, copyright, libertà d’espressione);
  • Pensando in un’ottica globale e non limitandosi a sforzarsi a raggiungere obiettivi isolati, ma traguardi comuni e collettivi.

Verso il futuro, con il giusto mindset

In molte occasioni gli esseri umani si sono chiesti cosa sarebbe successo se la digitalizzazione e la tecnologia avessero iniziato ad avanzare così velocemente da non riuscire più a usarle a loro favore.

Ma si tratta solo di un problema di mindset: il futuro dipende dalla nostra intelligenza digitale e di quella dei nostri figli, che sapranno a loro volta definire e modellare la società in base alle loro scoperte e alle loro necessità.

Nel frattempo, invece di lasciarci intimidire, non ci resta che dotarci delle competenze e infrastrutture necessarie per fare in modo che l’intelligenza digitale non diventi l’ennesima fonte di divario sociale.

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