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Comunità energetiche rinnovabili: da consumers a prosumers

comunità energetiche rinnovabili

Uno dei temi principali della green economy è la transizione energetica, ovvero l’ideazione di un nuovo paradigma sociale basato sul binomio produzione-consumo di energia derivante da fonti rinnovabili.


In termini di sostenibilità ambientale, è sempre più importate infatti instaurare un rapporto evolutivo diverso, più partecipativo, equosolidale e culturalmente aperto a nuovi cambiamenti. In questo scenario si collocano le CER, comunità energetiche rinnovabili: i nuovi prosumers.

Cosa sono le comunità energetiche rinnovabili?

Grazie all’innovazione tecnologica e a una nuova sensibilità nei confronti delle tematiche ambientali è nata una nuova categoria di associazioni tra cittadini, autorità locali, imprese e attività artigianali-commerciali.


Questa “filiera umana” si è riunita per sostenere, con le proprie forze, la produzione e l’autoconsumo generati da fonti rinnovabili.


Queste comunità sono spesso chiamate “prosumers”: il termine deriva dall’inglese e indica quel soggetto che non si limita al ruolo passivo e peculiare del consumatore, ma partecipa attivamente e responsabilmente alle fasi produttive.


In pratica, il prosumer è colui che dispone di un impianto privato di produzione d’energia. Una parte di questa viene consumata dal soggetto stesso, la restante quota di energia può essere immessa in rete e “barattata” con altri consumatori, o dopo essere stata accumulata, restituita alle unità di consumo.


La nascita delle CER rappresenta una novità nello scenario in ambito energetico e permette l’incremento delle cosiddette smart grid – reti intelligenti di distribuzione – e di energia a chilometro zero.

Le CER italiane

Anche in Italia, così come nel Nord Europa e nel Nord America, esistono 12 comunità energetiche rinnovabili già operative e altre 32 realtà.

Queste ultime, secondo il rapporto stilato da Legambiente, non riguardano solo le CER, ma nello specifico riguardano scenari di autoconsumo collettivo coinvolgenti anche amministrazioni, aziende e famiglie.

Tra le 12 CER presenti sul territorio, Legambiente mette in risalto per il loro potenziale innovativo la comunità energetica del comune di Roseto Valfortone in provincia di Foggia e la smart grid denominata “Berchidda 4.0”, a Berchidda, in provincia di Sassari.

Nella prima infatti si produrrà energia da FER (acronimo che riguarda la produzione di energia elettrica prodotta dagli impianti alimentati da fonti rinnovabili) e si svilupperanno tecnologie innovative come i servizi powercloud e i prodotti smartmeter o nanogrid.

La seconda invece ha come obiettivo la produzione e distribuzione di energia derivante da sistemi fotovoltaici che a loro volta comprendono una struttura di accumulo di carattere concentrato e distribuito.

Il focus progettuale prevede la creazione di una smart grid all’interno della quale saranno posti sistemi di smartmetering capaci di incrementare la produttività energetica della rete tramite processi di gestione intelligente della rete stessa.

Un framework per la Smart Energy Community

Il quadro italiano delinea una situazione positiva nell’ambito delle CER, ma i risultati attuali non bastano.

È necessario un piano che “faccia rete”, affinché si attui una convergenza delle CER in un programma più esteso di Smart Energy Community, riuscendo a comprendere territori più ampi.

Per questo, l’Enea promuove la realizzazione di un’infrastruttura digitale capace di supportare non solo le comunità singole, ma anche quelle più strutturate, ampliando il sostegno verso quei comuni o regioni che desiderino far nascere nuove realtà.

E non è tutto: il framework di Enea comprende uno strumento chiamato Recon attraverso il quale è possibile effettuare una serie di analisi di carattere preliminare, sia di natura energetica che economica, che riguardano l’impatto ambientale, la condivisione dell’energia nelle CER e la sua resa, nonché gli indicatori economici essenziali.

Tra gli utilizzatori di Recon in Italia troviamo il comune di Magliano Alpi (una tra le prime comunità energetiche rinnovabili) e ACER Reggio Emilia.

Da consumers a prosumers

L’innovativo modello delle comunità energetiche, incentrato sull’utilizzo di fonti rinnovabili e smart grid, è un importante traguardo a cui il mondo non può rinunciare.

Trasformare il ruolo – da passivo ad attivo – che ogni singolo consumatore detiene, all’interno di quello che è considerato il motore vitale dell’ecosistema, è il passo verso un nuovo modo responsabile di vivere.

Simona Guarino

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