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L’emergenza covid e la comunicazione nel mondo del calcio

Il 2020 ha sicuramente fatto da spartiacque nell’uso dei social da parte dei tifosi delle varie squadre sportive. Il non poter accedere a stadi e palasport ha ampliato la necessità di ricorrere ad altri strumenti per seguire i propri campioni e restare aggiornati sulle relative notizie. Dall’altra parte anche sport e società ancora poco propense ad utilizzare i nuovi media per comunicare hanno dovuto attrezzarsi per raggiungere il pubblico della community in maniera innovativa.

La globalizzazione dei campioni presenti nelle varie squadre ha inoltre portato i fans a cercare le ultime novità sfruttando le varie piattaforme da ogni parte del mondo.

Vero è che molti team già da tempo hanno però perfezionato la loro presenza anche proponendo contenuti diversi a seconda del pubblico da raggiungere e delle esigenze che lo contraddistinguono.

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Come comunica la Serie A 

Studiando quindi la serie A italiana grazie alla ricerca fatta dagli Osservatori Digitali non sorprende quindi che sia la Juventus a presentarsi sul podio più alto in tutti i social per numero di appassionati iscritti. Peraltro, il tutto staccando con numeri più che ragguardevoli le società inseguitrici. È il caso per esempio dei dati proposti analizzando Facebook dove la società bianconera conta quasi 43.000.000 di follower contro i 26.500.000 dell’Inter. Le posizioni però si capovolgono se si considera l’engagement generato con la Juventus che scende addirittura al terzo posto (2.555.000 circa) a fronte dei 6.000.000 dell’Inter e dei 4.500.000 del Milan.

La formazione campione d’Italia è inoltre in sesta posizione a livello europeo (facendo registrare un +0,71%) con la classifica che vede in testa il Real Madrid con oltre 111 milioni di fans che la seguono sulla piattaforma di Facebook a fronte di un totale di oltre 716 milioni di fanbase.

Più incisiva risulta invece la comunicazione che la Juventus propone su Instagram: la piattaforma maggiormente dedicata a foto e video la vede in terza posizione con 43.000.000 di appassionati.

Analizzando infine la situazione globale dei dati proposti dalle nostre squadre è significativo notare come Juventus, Milan ed Inter rappresentino il 20% delle presenze tra i 20 club a livello europeo più seguiti e come a sorpresa il calcio inglese sia capace invece di richiamare il 35% degli appassionati con ben 7 squadre all’apice del numero di tifosi.

Spostando invece l’attenzione sui campionati e non sui team la serie A è solo quinta per capacità di attrarre tifosi su Facebook con la Liga che viaggia in testa con ben 68 milioni di iscritti a fronte dei 3,5 proposti dal nostro massimo campionato.

Il futuro sempre più digitale della comunicazione anche sportiva dovrà necessariamente quindi partire da queste analisi per crescere e proporre contenuti sempre più aggiornati ed accattivanti. Il tutto permetterà inoltre una migliore qualità della visibilità sul fronte degli sponsor molto penalizzati dalla chiusura degli impianti sportivi di tutte le categorie e non ripagati dai passaggi televisivi in forte affanno come stanno dimostrando le ricerche in tal senso.

Il futuro è oggi

Il Social Football Summer ha evidenziato queste necessità dando spazio ad un confronto tra le varie realtà europee sottolineando quanto in tutto il mondo ci sia stato un incremento importante sul fronte della comunicazione sui nuovi media anche per includere persone non avvezze ad andare allo stadio. 

Interessante l’intervento di Giorgio Gasperini, Social Digital Manager della Lega di serie A, che ha posto per esempio l’accento su quanto le varie piattaforme possono creare opportunità e valore nei diversi mercati. C’è una evoluzione costante del paesaggio che ha integrato il consumo classico di eventi con molte altre opportunità e caratteristiche che i tifosi stanno sfruttando nella fruizione dei vari appuntamenti non necessariamente legati alla partita. C’è voglia e necessità di informazioni in tempo reale che integrino il consumo classico dei 90 minuti. Ci sono molti più dettagli, statistiche ed abbiamo molta più scelta di come vivere il calcio. Gli utenti adesso non sono più passivi, ma sono diventati attori dinamici e possono interagire.

Non siamo quindi più solo su uno schermo televisivo, ma abbiamo strumenti come i social, i cellulari ed è cambiata la modalità di fruizione di queste piattaforme. Queste ultime danno opportunità nuove alle organizzazioni per promuovere strategie diverse per massimizzare la visibilità, la stessa gestione dell’evento e magari raggiungere un pubblico totalmente sconosciuto e a livello globale. Un esempio che penso possa riguardare tutto questo è rappresentato da quanto la Lega serie A ha fatto in occasione della scorsa Coppa Italia usando varie piattaforme in Paesi dove i diritti televisivi non erano stati venduti. In questo modo la competizione ha avuto spazio in tutto il mondo e di presentare le squadre protagoniste che in altro modo non avrebbero avuto pubblicità. Abbiamo quindi raggiunto 20 milioni di spettatori, un numero che ben rappresenta il successo del progetto.

In questo momento la Lega Serie A ha inoltre puntato moltissimo sul proprio canale Youtube per coinvolgere sempre più il nostro pubblico: nel giro di un’ora sono disponibili immagini, gol e quanto può essere di interesse per il tifoso che non può andare allo stadio e non necessariamente vive la partita davanti alla televisione. Attualmente abbiamo 2,8 di persone iscritte. Settimanalmente siamo in grado di proporre circa 30 contenuti inediti”. 

La Liga e la sua comunicazione globale

Un altro esempio di come sta cambiando la comunicazione nel mondo del calcio arriva dalla Liga che sta facendo investimenti importanti sul fronte tecnologico. Serve però armonia tra questi strumenti innovativi e l’utilizzo dei social come ha sottolineato Alfredo Bermejo, Digital Strategy Director. “C’è una connessione tra quello che vediamo tra creazione di nuovi pubblici e la necessità di mettere i tifosi al centro della nostra strategia. Dobbiamo quindi tracciare il coinvolgimento per intercettare come usano i vari social. La Liga sta sviluppando piattaforme a livello nazionale con la volontà però di allargare gli orizzonti. L’obiettivo è di lavorare su contenuti di valore per sviluppare business per le squadre ed i loro sponsor. Cerchiamo inoltre di andare oltre ai grandi nomi dando spazio anche a piccole realtà raccontando storie su altri giocatori e club per far conoscere ad un ampio pubblico tutto il nostro movimento  Così facendo il Giappone è diventato uno dei nostri mercati principali Paesi. Per farlo dobbiamo ovviamente studiare le abitudini e l’uso dei social nella nazionale che vogliamo colpire affidandoci ad agenzie locali che conoscono il mercato”.

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