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LinkedIn Stories: come usarle e, soprattutto, perché

LinkedIn, con oltre 700 milioni di utenti registrati in tutto il mondo, è oramai uno strumento irrinunciabile per promuovere le proprie competenze o il proprio brand e per creare il proprio network professionale.

In questo 2020 pieno di cambiamenti, di incertezze ma anche di opportunità, si arricchisce di uno strumento di condivisione che può rivelarsi molto prezioso: le stories.

Student Voices: un po’ di storia delle LinkedIn Stories

Innanzitutto va detto che non si tratta di una novità assoluta per LinkedIn.

Nel 2018 fu lanciato “Student Voices”, uno strumento che consentiva agli studenti delle università statunitensi di condividere momenti della vita nei campus attraverso brevi video della durata di circa 40 secondi.

I contributi dei singoli studenti venivano raccolti in una sorta di playlist di ateneo, visualizzabile per una settimana.

Le Stories approdano su LinkedIn 

Le LinkedIn Stories, oggi a disposizione di tutti gli iscritti, hanno invece caratteristiche più simili alle stories di Instagram e Facebook.

LinkedIn Stories

Vediamole più nel dettaglio:

  • È possibile caricare una story solo attraverso l’app LinkedIn.
  • Si possono scattare foto o girare brevi video attraverso la fotocamera di Stories oppure caricare contenuti salvati nella gallery del proprio dispositivo.
  • La durata massima di una story è di 20 secondi e il contenuto sarà visibile solo per 24 ore.
  • Sarà comunque sempre possibile salvare la storia e scaricare i contenuti multimediali che abbiamo utilizzato per realizzarla.
  • Possiamo arricchire le nostre stories con testo e adesivi.
  • Possiamo taggare un collegamento o un profilo aziendale.
  • Le stories sono visibili a collegamenti e follower ed è possibile condividerle via messaggio privato con i collegamenti di primo grado.
  • È possibile vedere il numero di visitatori e, a seconda delle loro impostazioni di privacy, i loro nomi, le qualifiche e le società correnti.

LinkedIn Stories: manuale d’uso

Ma come utilizzare le stories di LinkedIn, con la consapevolezza che a visualizzarle non saranno amici e parenti ma collaboratori e potenziali clienti?

Qualche ottimo suggerimento ci arriva da Jillian Bullock, LinkedIn Ninja certificata e tra i primi 25 al mondo, attraverso un prezioso decalogo, che cercherò di riassumere di seguito.

1.      Siate autentici e creativi nel condividere i vostri momenti di vita lavorativa, siate coinvolgenti.
Mostrate il lato umano della vostra immagine professionale e utilizzate app di editing per rendere il contenuto delle vostre stories più accattivante e più originale.

2.      Fate sì che il contenuto sia sempre pertinente al contesto, quindi evitando di condividere momenti o informazioni di carattere privato e personale.
Presentate il vostro team, il vostro luogo di lavoro e parlate di ciò che avete in comune con i vostri collaboratori, partner e clienti.

3.      Capitolo tag: ricordate che è possibile menzionare una persona o un’azienda, ma per ora non entrambi nella stessa story e che loro non potranno condividere la vostra story con il loro network.

4.      Ricordate che le vostre storie sono visualizzabili solo dagli utenti di quei paesi in cui LinkedIn ha già lanciato le Stories, quindi, se avete collegamenti in tutto il mondo, non è detto che possiate raggiungerli tutti.


5.      Come abbiamo visto, la durata massima di una story è di 20 secondi. È però possibile caricare fino a 100 stories da 20 secondi ciascuna. Attenzione però a non esagerare: i vostri collegamenti potrebbero stancarsi e decidere di smettere di seguirvi.
A differenza di Facebook, non è possibile disattivare le stories di un utente pur continuando a seguirlo e a visualizzare i suoi post.

6.      Accanto ad ogni primo collegamento che ha visualizzato la vostra storia, vedrete l’icona dei messaggi: potrebbe rivelarsi uno strumento prezioso, una volta individuato così il vostro pubblico, per mettere in campo un’eventuale azione di retargeting.  

7.      Come per tutti i video sul vostro feed, l’audio è disattivato per impostazione predefinita e occorre attivarlo e regolarlo dallo smartphone. Per questa ragione è sempre preferibile filmare in modalità verticale aggiungendo delle didascalie, che verranno visualizzate e lette da tutti i vostri collegamenti.

8.      Quando un utente visualizza la vostra storia e decide di interagire inviandovi un messaggio privato, visualizzerete, nella chat, una miniatura della vostra story.
Questo non succede quando qualcuno vi invia la sua storia, il che è un po’ limitante in termini di marketing: meglio quindi concentrarsi sull’efficacia che la story può avere nell’arco delle 24 ore in cui resterà attiva.

9.      Attualmente la gamma degli adesivi è limitata, ma pare che, se la risposta degli utenti in termini di utilizzo sarà positiva, LinkedIn arricchirà l’offerta.
Quindi usateli scegliendo con cura e tenete d’occhio le novità.

10.  Le Stories di LinkedIn sono ancora in una fase di lancio, per cui le funzionalità sono limitate: non è possibile archiviarle, aggiungere dei link cliccabili, gli hashtag non si aggregano.

Ma non dovete demordere: pubblicate, sperimentate, seguite la loro evoluzione e ricordatevi che, anche in questo caso, l’algoritmo vi premierà!

La Domanda del Giorno

domanda del giorno linkedin

Merita una menzione a parte la “Domanda del giorno”.

Entrando nel menu a discesa “adesivi”, troviamo una domanda (una al giorno) a cui possiamo decidere di rispondere nella story.

Oppure possiamo condividere una domanda del giorno dalla story di un altro utente.

In entrambi i casi, questa nuova funzione all’interno delle stories ci fornisce un ottimo spunto per coinvolgere i nostri collegamenti e i nostri follower in uno scambio di informazioni o di opinioni veloce e leggero.

Uno strumento in più per favorire l’interazione con contatti magari fino ad oggi silenti o che non abbiamo mai avuto occasione di approfondire.

Al momento non è possibile creare o personalizzare la propria domanda del giorno, ma siamo certi che dalla Domanda del giorno possono nascere confronti interessanti!

Lavorare smart, comunicare smart

Gli ultimi sei mesi hanno visto un mutamento radicale delle nostre abitudini e del nostro modo di entrare in relazione con gli altri, colleghi e partner professionali inclusi.

Il ricorso sempre maggiore allo Smart Working, se da una parte ha favorito e favorirà il bilanciamento vita-lavoro, dall’altra ha reso più difficile la condivisione di momenti di confronto e di scambio al di là delle occasioni formali.

Quante volte, tra l’area break e l’ascensore o alla scrivania di un collega, abbiamo ricevuto e dato informazioni a volte preziose sulla vita in azienda, sulle opportunità o sul mercato, o condiviso idee e manifestato necessità?

Oggi è più che mai necessario trovare nuove forme e nuovi canali di comunicazione che permettano, accanto a quelli ufficiali, di raggiungere partner e collaboratori, anche potenziali, in maniera rapida e diretta, creando nuovi spazi.

LinkedIn con la sua nuova funzionalità Stories vuole rispondere esattamente a questa nuova esigenza e fornire ai suoi utenti uno strumento già conosciuto per condividere informazioni veloci, come avrebbero fatto nella vita offline.

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